Cammino e per esser sincero mi schianto,
urla di verità richiamano la mia realtà,
e tutto qui,
l’ardore donato all’amore.
seguo nei passi semplici pensieri,
per non perdermi, per non perdere
la luce dinamica di ombre,
che fantasmi facilmente invita a danzare.
Respiro lentamente,
l’aria mi brucia ed ogni affanno e naufragio,
sento il peso dell’effimero,
un semplice soffio taglia la mia pelle.
Sentir la morte come quel niente,
che bambino mai nato,
cresce e palpita nel tuo petto,
mi rende il padre del nulla.
Ricerco negli sguardi di ignoti cadaveri,
la solidarietà che renderebbe la mia alterità
un piccolo scherno,
nei riguardi di un Io.
Ma lentamente svaniscono le parole e quell’urlo,
che non ha il coraggio di nascere,
si nasconde dietro i foschi muri
del quotidiano apparir di nova vita.
ES
